Trattoria Nardones ai quartieri spagnoli. I piaceri di una buona e sana cucina napoletana.

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a cura della dottoressa Patrizia Zinno

Ci troviamo nei quartieri spagnoli, nel cuore della città napoletana. Camminare in queste stradine è un’esperienza fantastica e la bellezza di questa città è quella che si respira nelle strade. Il chiasso dei bambini che giocano a pallone, la gente che parla ad alta voce, il profumo del caffè, del ragù e della pizza fritta, sono tutte esperienze di forte emozione,  dal cibo alla simpatia delle persone.

 

Nel fitto labirinto di vicoli e stradine ci sono i bassi, i “Vasci”, le abitazioni popolari delle fasce sociali più povere, a piano terra, in cui si respira tutta la fantasia e  la cultura delle tradizioni napoletane. Un’unica stanza con un angolo cottura, un bagno ed un tavolo, dove si mangia in camera da letto. In essi c’è la convivialità assoluta.  Ai turisti di tutto il mondo, Napoli piace “ cosi com’è”, semplice e popolare, perché amano rivivere l’emozione dei vicoli ben raccontati nell’”Oro di Napoli” film di De Sica. Qui tutto è fantastico e di autentica bellezza. I vicoli sono stretti e tutti in salita, sono una scenografia perfetta in mezzo alla quale ci sono i panni stesi sulle corde tirate da un balcone all’altro, che si configurano come bandiere, un elemento che identifica Napoli nel mondo. Sui vicoli si affacciano le tante botteghe artigianali, dove si lavorano ancora oggi, le borse e le scarpe; c’è il forno con il pane e le pizze, le piccole trattorie con cucina casareccia, dove si possono gustare i saporiti piatti della cucina locale. A ridosso di Piazza Trieste e Trento a pochi passi da Piazza Plebiscito, troviamo la Trattoria-Pizzeria “Nardones”, che propone Pizza e  piatti della cucina napoletana, per chi vuole riscoprire i sapori genuini di una volta.

A Napoli ricordiamo che la cucina riveste un ruolo importantissimo nella cultura culinaria della città. E’ ricca di storia, tradizioni ed una varietà di ricette che caratterizzano il territorio e  custodisce gelosamente  la personalità e la fantasia creativa dei napoletani, un giusto equilibrio tra piatti di terra e piatti di mare. Tutto questo lo troviamo nella Trattoria “Nardones”, nel cuore dei quartieri spagnoli,  nata nel 1970 insieme ad un piccolo Bar, il sogno di Enzo D’Andrea, fondatore del locale, a quel tempo  punto d’incontro dei lavoratori locali, favorendone la convivialità familiare. Nel 2005 viene trasformata su consiglio dei figli, in una Trattoria- Pizzeria, utilizzando il nome del vicolo. Locale semplice ed accogliente, pareti color pastello, qualche mobile antico, un Tric-ballac, un scetavaiasse ed un Puti Puti all’ingresso, (strumenti artigianali musicali della Napoli antica). Alle pareti foto in bianco e nero di Sofia Loren, Totò, Peppino ed Eduardo De Filippo e in zona centrale, un gigante trompe-l’oeil della litoranea antica sul lungomare a Napoli. Qui lavora  la famiglia D’Andrea, una squadra unita, dove regna  complicità e tanta simpatia,  la conferma di una generazione di lavoratori che porta nel cuore passione  e tanto impegno a restituire al quartiere, rispetto e dignità che merita. I piatti forti della casa sono nati da una cucina povera ed antichissima, che hanno fatto il giro del mondo fino a diventare simbolo non solo della città ma di tutta la cucina italiana. La Regina della cucina è Mamma Maddalena, vera e propria anima ispiratrice del locale, aiutata dal figlio Salvatore. Con la sua forte personalità e capacità di portare in alto la ristorazione napoletana, fa  i conti ogni giorno per valorizzare e sperimentare la enogastronomia partenopea. La sua filosofia è fondata sul recupero della tradizione, cercando di ricreare uno stile familiare, con un occhio attento verso la stagionalità dei prodotti.  Luca e Francesco, preparano ed infornano le Pizze, Enzo, oggi anziano papà, è in sala ad accogliere gli ospiti

Luca: – Quello che ho iniziato da bambino come se fosse un gioco è poi diventato il mio lavoro. Sono stato sempre un ragazzo sveglio e di talento con alle spalle l’arte di imparare e di aver avuto tante bellissime esperienze acquisite, stando accanto a Maestri dell’Arte Bianca, parenti di mia madre. Mi sento un artigiano perché faccio un lavoro molto manuale e cerco ogni giorno di farlo al meglio. Con il passare del tempo mi sono evoluto e sono arrivato fin qui. Oggi aiuto mio padre in sala, collaboro nel creare i Menù stagionali e realizzarlì, lasciando a mio fratello Francesco la postazione dietro al forno a legna, dalla fama in notevole ascesa.-

Crescere e vivere con un atteggiamento di umiltà, ha permesso di creare una famiglia solida dai valori sani, dentro e fuori il lavoro, e di avere una visione reale delle cose. Alcuni piatti della trattoria sono popolarissimi come:  i Ziti spezzati con la carne alla genovese, Pasta e fagioli alla pescatore, Pasta e patate con la provola, I Manfredi con la ricotta, il polipo alla Luciana, Il Bucatino o’ Puveriello, la Zuppa di cozze, i Paccheri con pesce spada e melanzane, salsicce e friarielli, le alici fritte, la Pastiera,  il Baccalà fritto, il ragù con le braciole, le cotiche imbuttunat’ con aglio, pepe e prezzemolo e le polpette, piatti che fanno parte di una memoria gastronomica, ricca di  semplicità e sapori, i punti forza della casa. Le Pizze di Francesco più gettonate invece sono, la Margherita, la Marinara, la Capricciosa, il Calzone ripieno, la Pizza fritta, la Vesuviana e Pizza Lasagna.

Enzo: – spiega il patron, mentre chiacchiera con i clienti in sala –  si sta perdendo l’idea di trattoria di quartiere, quel porto sicuro di una volta dove l’oste ha un rapporto di fiducia diretto con i clienti, che invece noi vogliamo rendere protagonista, grazie anche a dei prezzi giusti, che permettono di tornare spesso. Il nostro  esperimento eredita la tradizione e la cultura della cucina di una volta con i sapori autentici , per far tornare la  voglia di gustare pochi piatti  ed ogni giorno pietanze diverse, ma di quelle semplici e gustose che si mangiano nelle nostre case. Siamo convinti che c’è ancora tanta gente che al fast food, preferisce mangiare le fettuccine tirate a mano, il pesce fresco, la profumata mozzarella di bufala, la braciola nel ragù, il Piennolo del Vesuvio sugli spaghetti e gli antipasti con la verdura di stagione.                              E vi assicuro che la loro preparazione è un vero rito, soprattutto nei giorni di festa ed ogni ricetta è condita con amore e passione.-   .

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Informazioni sull'Autore

Nato a Napoli (dove tuttora vive) nel 1973, è giornalista pubblicista e responsabile per l'area contenuti de "La Comunicazione". Laureato in Scienze della Comunicazione con tesi in marketing, alterna l'attività giornalistica con quella di consulenza. Ha collaborato anche con "Il Nuovo Salernitano", "ROMA - Cronaca Salerno" e "Metropolis".

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