Umberto a via Alabardieri sempre più Slow Food.

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Tra i locali che condividono da sempre i valori che contraddistinguono la filosofia Slow Food tali da meritare l’ambita chiocciola, massimo riconoscimento della guida Osterie d’Italia 2019 di Slow Food, svetta il Ristorante Umberto di Napoli, in via Alabardieri.

A ritrare l’attestato, che affranca il conseguimento della Chiocciola, Lorella Di Porzio, con suo figlio Luca, testimone della quarta generazione dei fondatori di Umberto. La cerimonia di presentazione dell’edizione 2019 della Guida Osterie d’Italia si è tenuta, come da rito, al Salone del Gusto al Lingotto di Torino.

È un grande onore per la famiglia Di Porzio essere insigniti per il quarto anno consecutivo dalla Chiocciola dalla guida ‘Osterie d’Italia’ di Slow Food, un riconoscimento ambito da ben 1616 locali dislocati in tutto Belpaese e annoverati nella guida. Duecentocinquanta le ‘chiocciole’ conferite ai locali che portano alto il vessillo del mangiarbene all’italiana e dell’accoglienza.

 

A tal proposito -afferma- Massimo Di Porzio: “L’attenta selezione dei prodotti del territorio e dei presidi Slow Food, il rispetto dei tempi della stagionalità e l’accoglienza hanno contribuito certamente a tale riconoscimento, tutt’uno con lo sforzo di non abbassare mai lo standard qualitativo delle materie prime. Particolare attenzione è stata sempre dedicata alla selezione dei vini rappresentata dalla nostra carta elettronica ‘iVini’, che premia in particolar modo i  vini campani premiati dalla condotta Slow Wine.”

 

Tra i tanti Presidi campani, utilizzati nei piatti di Umberto e che rispecchiano i tre precetti della filosofia Slow Food “buono, pulito e giusto” i più rappresentativi sono: la Cicerchia Flegrea, le Alici di Menaica, la Colatura di Alici di Cetara, il Fagiolo di Controne, il Cacioricotta del Cilento, il Pecorino di Laticauda e il Caciocavallo Podolico, senza dimenticare le ‘amate’ Papaccelle Napoletane, che si sposano perfettamente con il Baccalà Fritto. Tra i salumi: la Salsiccia Rossa di Castelpoto e la Soppressata di Gioi, autentici gioielli del patrimonio gastronomico campano.

 

La selezione dei Presidi Slow Food ha permesso di creare piatti di straordinaria bontà come: gli Gnocchi di Patate con Peperoncini Verdi, Pomodorini e Cacioricotta del Cilento, Baccalà Scottato con Vellutata di Cicerchie Flegree alla ‘Maruzzara’, la Pizza ‘Antica Napoli’ (dal corricolo di Alexandre Dumas!) con Alici di Menaica e Cacioricotta del Cilento, Spaghetti con la Colatura di Alici, Crema di Melanzane e Pomodorini Gialli Confit, Pasta e Fagioli di Controne alla ‘pescatora’, Baccalà Fritto in Pastella e Papaccelle Napoletane.

 

Con orgoglio ed onore, il Ristorante Umberto porta avanti una vera e propria missione culinaria con l’obiettivo di “riconsegnare alla tavola il gusto e il piacere della gola” [cit. Manifesto Slow food, 1987], con la giusta lentezza, tipica della chiocciola.

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Informazioni sull'Autore

Nato a Napoli (dove tuttora vive) nel 1973, è giornalista pubblicista e responsabile per l'area contenuti de "La Comunicazione". Laureato in Scienze della Comunicazione con tesi in marketing, alterna l'attività giornalistica con quella di consulenza. Ha collaborato anche con "Il Nuovo Salernitano", "ROMA - Cronaca Salerno" e "Metropolis".

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