Un gruppo di fuoco per una cena stellata di grandi sorprese all’assaggio a Villa Bacco a Boscoreale.

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di Renato Aiello

Gruppo di fuoco solitamente come espressione rimanda a gang turbolente e fiction, serie tv come Gomorra o Escobar: soldati fedeli, esperti e addestrati, pronti all’attacco e al raid d’occorrenza. Diventa perciò simpatico il rovesciamento metaforico di significato con l’utilizzo compiuto per definire una brigata di cucina, un’equipe stellata e di tutto rispetto, quella che ha illuminato la cena della serata omonima a Villa di Bacco di recente. L’evento, organizzato dalla foodblogger Angela Merolla lo scorso 23 novembre, ha avuto luogo in una cornice vesuviana incantevole, a Boscoreale, una struttura di grande bellezza con sold out, grande affluenza e tanti partner del settore. Una cena tutta a base di mare, inaugurata dagli aperitivi, offerti da “Petit Bon”, a base di polpettine di yogurt greco e pesto genovese, polpettine di salsiccia e friarielli e polpettine di pesce spada alla puttanesca, innaffiati da spritz e flute di Prosecco.

A spiccare ci pensa soprattutto l’antipasto, a cura dello chef Stella Michelin Giovanni De Vivo e di Ciro Campanile: un gambero di Mazara del Vallo con vinaigrette al lampone, provolone del Monaco e polvere di friarielli e cereali croccanti. La morbidezza del crostaceo, vera punta di eccellenza della gastronomia italiana, in un piacevole contrasto con la croccantezza dei cereali, così come la sapidità minerale del gambero viene mitigata dalla dolcezza delle gocce di lampone. Due i primi piatti previsti nel menu della serata: nel primo preparato dagli chef Antonio Tecchia e Giovanni Ambrosino è stato gustato un risotto con cime di rapa crude, limone fermentato, straccetti di seppia e nero di seppia. Una vera esplosione di sapori tra l’asprezza del limone, la croccantezza delle cime di rapa e la mineralità della seppia. Un piatto che si lascia scoprire e comporre all’assaggio, senza fretta, assaporandolo delicatamente. Così come si fa gustare nei contrasti di consistenze e cottura l’agnolotto proposto dagli chef Fabio Ometo e Antonio Borriello: un ripieno di cavolfiore, cipollina novella e baccalà cotto su un letto di baccalà crudo, il tutto accompagnato da una delicata macedonia di zucca e patate dadolate e da una polvere di olive taggiasche. La sorpresa arriva però con la visione e la degustazione del secondo piatto, suggerito dagli chef Alberto Amatruda e Tommaso Di Palma, un secondo bello da vedere e da mangiare: una perla di mare, ovvero un cuore di patate cremose, condite con colatura di alici di Cetara, racchiuso però in una “sfoglia” di orata. Una sfera tenera di bontà adagiate su una salsa di broccolo calabrese, quest’ultimo a sua volta emulsionato all’acqua di vongole veraci, col tocco finale della chips di alghe marine a mo’ di cappello sulla perla marina. Il dessert invece, supervisionato dagli chef Carlo Verde e Gennaro Battiloro, proponeva lo yogurt di latte di bufala con ananas caramellato, cremoso di mango e una chantilly al sedano verde: fresco e avvolgente, perfetto a fine pasto. A coronare la serata ci ha pensato anche il mastro fornaio Domenico Fioretti che, dopo i vari e fragranti panini offerti insieme al collega Filippo Cascone – tutti accompagnati all’assaggio di diverse qualità d’olio pugliese del frantoio Muraglia -, ha regalato a tutti i commensali un piccolo panettone della linea Fioretti. Una cena alimentata senza alcun dubbio dal sacro fuoco dell’arte enogastronomica e da un’orchestra di artisti del gusto ai fornelli capaci di far ascoltare vere sinfonie di sapore tra una pietanza e l’altra.

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