Cibo di strada, scelto da 7 italiani su 10 nell’estate 2019

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Convince nella scelta di consumo quasi sette italiani su dieci (69%) il cibo di strada nell’estate 2019. Tra i motivi della preferenza la praticità, il costo contenuto e la forma di vendita, particolarmente apprezzata. E’ quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Ixè sul fenomeno favorito dal moltiplicarsi di sagre, feste ed iniziative di valorizzazione alimentare nei luoghi di vacanza.

Il cibo di strada più amato, tra coloro che scelgono lo street food, è quello della tradizione locale (74%) che va dalla piadina agli arrosticini fino agli arancini. Un 16% preferisce invece quello internazionale come gli hot dog e il 10% i cibi etnici come il kebab, in calo rispetto al passato. Coldiretti ricorda che la passione per il cibo di strada ha favorito la crescita del comparto con 2.915 tra sedi di impresa, sedi secondarie e unità locali attive, in aumento del 48% fra il 2014 e il 2019 secondo i dati della Camera di commercio.

L’organizzazione agricola, nel commentare la crescita economica, lancia inoltre un allarme sulla perdita del radicamento territoriale del cibo di strada, su un impoverimento della varietà dell’offerta e sul rischio di uno scadimento qualitativo con preoccupanti riflessi sul piano sanitario. “Il risultato- sostiene Coldiretti- è che i turisti trovano da Palermo a Milano gli stessi cibi di New York, Londra o Parigi”. “Dal kebab al sushi, dalla frutta esotica a quella fuori stagione, ma anche le caldarroste congelate durante tutto l’anno si trovano ovunque mentre per il baccalà fritto da passeggio a Roma o per il panino e milza a Palermo i turisti- sostiene l’organizzazione- sono costretti a cercare su internet o nelle guide”.

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