Gino Sorbillo tra i primi 30 ristoranti di World’S Best Restaurants.

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“Sono orgoglioso per questo prestigioso riconoscimento; è un attestato professionale che riguarda non solo me ma l’intera generazione di giovani imprenditori, di giovani pizzaioli di Napoli che si impegnano ogni giorno, in maniera seria e costante, per portare alto il nome della nostra città e della sua storia, anche gastronomica”.

Così il pizzaiolo Gino Sorbillo commenta il riconoscimento internazionale avuto con l’inserimento – insieme con Pietro Zito di Antichi Sapori, in Puglia – nella Guida ‘World’S Best Restaurants’ 2019 voluta da Travel+Leisure e Food&Wine e realizzata con le recensioni da Besha Rodell. Quest’ultima è una giornalista molto nota, viaggia in incognito, e ha selezionato solo due operatori italiani, entrambi al Sud, per i 30 migliori ristoranti e pizzerie del mondo.
“Una grande soddisfazione – commenta Gino Sorbillo – per noi che lavoriamo in un contesto difficile dove nulla è scontato e dove ogni giorno bisogna affrontare una lotta, ma, alla fine, l’ìmpegno paga”.

Sorbillo, impegnato col fratello Antonio (Toto), 44 anni, ha aperto finora 12 locali in Italia e nel mondo, da Milano a New York (presto a Tokio e Miami), la il cuore della sua attività resta lo storco locale di Via Tribunali, 32, nel centro antico di Napoli.

“Questo elenco – ha spiegato Besha Rodell e LucianoPignataro Wine&Fodd Blog ne riporta il pensiero – mette insieme la cucina e la cultura, non classifiche e numeri. Ridurre il mondo a un menu degustazione costoso dopo l’altro significa perdere il vero assaggio di quello che si mangia nel mondo. Quello che voglio quando viaggio è un pasto che mi insegni qualcosa sulle persone di una regione e sui loro gusti e le loro vite. Ecco di cosa tratta questa lista. Per una sola persona compilare un simile elenco sarebbe impossibile. Quindi, i redattori hanno chiesto a un panel di nominare i ristoranti in base all’intersezione, alla connessione tra cibo, viaggi e cultura. Da un enorme elenco, abbiamo ristretto il campo e costruito un itinerario. Poi sono salita su un aereo. E poi un altro. Nel corso di quattro mesi, ho cenato, in modo anonimo, in 81 ristoranti in 24 paesi in sei continenti. Ho volato 279 ore – ho ancora il jet lag! Dall’esperienza di quei pasti, ho scelto i 30 ristoranti che erano i più elettrizzanti, i più deliziosi e che sono riusciti a farmi entrare nella cultura di un luogo”. E Gino Sorbillo sembra aver centrato l’obiettivo.(ANSA).

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Informazioni sull'Autore

Nato a Napoli (dove tuttora vive) nel 1973, è giornalista pubblicista e responsabile per l'area contenuti de "La Comunicazione". Laureato in Scienze della Comunicazione con tesi in marketing, alterna l'attività giornalistica con quella di consulenza. Ha collaborato anche con "Il Nuovo Salernitano", "ROMA - Cronaca Salerno" e "Metropolis".

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