Pizza, 20 ricette imperdibili.

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da lacucinaitaliana.it

Se anche oggi avete declinato un invito a cena per dedicarvi all’amata accoppiata pizza + film, allora questa raccolta di ricette fa per voi. Sì, proprio voi che la mangereste ogni sera, che non resistete ad assaggiarne una fetta anche quando siete all’estero e che conoscete a memoria il menu della pizzeria sotto casa. Ma prima di spegnere il telefono, accendere la musica e mettervi a impastare, leggete le nostre 10 curiosità sulla pizza e la sua storia. La amerete ancora di più!Se anche oggi avete declinato un invito a cena per dedicarvi all’amata accoppiata pizza + film, allora questa raccolta di ricette fa per voi. Sì, proprio voi che la mangereste ogni sera, che non resistete ad assaggiarne una fetta anche quando siete all’estero e che conoscete a memoria il menu della pizzeria sotto casa. Ma prima di spegnere il telefono, accendere la musica e mettervi a impastare, leggete le nostre 10 curiosità sulla pizza e la sua storia. La amerete ancora di più!

La pizza margherita è nata a Napoli nel 1889. Raffaele Esposito e la moglie Rosa Brandi, proprietari di una pizzeria in via Sant’Anna di Palazzo, resero omaggio alla regina Margherita, moglie di re Umberto I, con una pizza tricolore a base di pomodoro, basilico e mozzarella. Più antica la storia della marinara, di cui si scriveva già nel 1734. Questa deve il suo nome non al pesce (che infatti non compare tra gli ingredienti), ma al fatto che venisse mangiata dai marinai che rientravano al porto.

Le prime pizze in assoluto risalgono a ben prima però. I saraceni portarono le pizze di farro nella zona di Torre del Greco: l’ingrediente base venne poi sostituito con il grano e condito con olio e aglio. Il pomodoro fece il suo ingresso trionfale sulla pizza solo dopo la scoperta dell’America. 

La prima pizzeria fu aperta a Napoli nel 1738. La Port’Alba riforniva gli ambulanti che andavano in giro per la città vendendo le sue pizze. Più di 90 anni dopo, fu la prima a offrire tavoli e sedie per i propri clienti. Pare che qui abbiano mangiato Gabriele D’Annunzio, re Ferdinando di Borbone, Francesco Crispi e Benedetto Croce.   

Anche se suona strano, ai suoi esordi ebbe più successo in Usa che in Italia. Quello che qui veniva infatti sottovalutato e consumato insieme ad altri cibi di strada, divenne in America un sogno a occhi aperti. Quando sentiamo parlare di “effetto pizza“, si sta facendo riferimento a un fenomeno locale che ha successo prima all’estero rispetto che al paese d’origine. A dare questo nome all’effetto l’antropologo Agehananda Bharati, per raccontare il successo dello yoga in Occidente.

L’ossessione degli americani per la nostra ricetta sembra continuare. Attualmente sono i maggiori mangiatori di pizza con una quantità di oltre 13 chili di pizza a persona all’anno. Noi, che abbiamo la medaglia d’argento nel mondo, ne consumiamo “solo” 7,6 chili pro capite.

La prima pizzeria a New York è stata aperta nel 1905 dall’emigrante Gennaro Lombardi. L’intuizione del primo pizzaiolo di successo, portò la ricetta partenopea nella Grande Mela a soli 15 anni dall’invenzione della margherita. E fu un trionfo.

Sergey Brin, il creatore di Google, a metà anni 90 creò un servizio per ordinare la pizza via internet. Fu un flop totale che lo costrinse a dedicarsi a una nuova attività. Come quella di creare il motore di ricerca numero uno al mondo.

La prima azienda a realizzare, con successo, il sogno di Brin fu Pizza Hut, che nel 1994 iniziò per prima a vendere pizza online. Fu anche uno dei primi esempi di e-commerce al mondo.

La NASA ha investito ben 125mila dollari sulla creazione di una stampante 3D per fare la pizza. L’idea è che possa funzionare miscelando alcuni alimenti in polvere e l’acqua consentendo agli astronauti di gustare una buona fetta di pizza anche nello spazio.

A proposito di soldi. La pizza più cara al mondo è stata comprata nel 2009 dal programmatore Laszlo Hanyecz che ha pagato per due pizze a domicilio 10mila bitcoin: ora equivalgono a 126 milioni di euro. Soli 8300 euro invece sono i soldi richiesti per una Luigi XIII, la pizza inventata dal pizzaiolo di Agropoli Renato Viola. La costosissima ricetta prevede un diametro di 20 cm, una lievitazione di 72 ore e un condimento a base di mozzarella di bufala Dop, sale rosa australiano, caviale, aragosta, gamberoni e champagne.

Incredibile vero? Ecco allora qui sotto 20 ricette per prepararla e gustarla come non avete ancora fatto!

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Informazioni sull'Autore

Nato a Napoli (dove tuttora vive) nel 1973, è giornalista pubblicista e responsabile per l'area contenuti de "La Comunicazione". Laureato in Scienze della Comunicazione con tesi in marketing, alterna l'attività giornalistica con quella di consulenza. Ha collaborato anche con "Il Nuovo Salernitano", "ROMA - Cronaca Salerno" e "Metropolis".

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