Forno Brisa lancia campagna di crowdfunding.

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Tra i pochi forni ad avere anche un’azienda agricola, con un team di 32 ragazzi dall’età media di 29 anni, oggi il Forno Brisa punta ad un ulteriore sviluppo dando l’opportunità a tutti i suoi sostenitori di acquistare quote e diventare soci. L’apertura della sua prima campagna di equity crowdfunding, attiva dal 14 novembre al 15 gennaio sulla piattaforma Mamacrowd desidera generare valore per le persone, i territori e per la città.

Con una crescita di fatturato del 483% realizzata in meno di 4 anni e l’apertura di tre punti vendita, ora il Forno Brisa punta ad un ulteriore sviluppo.I prossimi obiettivi sono: l’ampliamento del laboratorio per poter migliorare la produttività e il controllo della qualità, l’aumento dei terreni coltivati con sistemi sostenibili, la nascita di una scuola di formazione, nuovi punti vendita ed in futuro anche un proprio mulino.

L’adesione alla campagna di crowdfunding si propone come un vincolo di appartenenza: “L’azienda nasce come progetto collettivo e desideriamo coinvolgere tutti coloro che hanno fiducia nella nostra rivoluzione e vogliono aiutarci a realizzare un sogno” spiegano i fondatori “Crediamo nella sostenibilità agricola, sociale, economica e nutrizionale; il pane non è solo un alimento, è il simbolo della tavola e della condivisione. Il Forno Brisa, che è diventato attrattivo per molti investitori, è pronto per aprirsi a chi condivide i valori fondanti: vogliamo arricchire questo progetto di nuovi punti di vista dando la possibilità a tutti coloro che lo desiderano di cambiare il mondo insieme a noi una pagnotta alla volta.”

Divenuto in pochi anni un punto di riferimento, il Forno Brisagioca un ruolo importante nella rivoluzione che il settore sta vivendo: non solo utilizza i grani coltivati nei suoi campi per il 35% della produzione di pane, ma grazie alla possibilità di panificare di giorno (e non di notte) ha avvicinato tanti giovani al laboratoriostimolando la nascita di una nuova generazione di fornai.

Fondato nel 2015 dai soci visionari Pasquale Polito e Davide Sarti, oggi il Forno Brisa è una realtàimprenditoriale in espansione: partiti con un fatturato di poco più di 350mila euro (2016), il forno ha chiuso il 2018 con 1.095.704€ e prevede un +55% per il 2019. Un trend positivo che ha convinto i fondatori a consolidare la crescita con una raccolta di capitale che ha come obiettivo minimo il raggiungimento di 200.000€ ad un tetto massimo di 800.000€ che i nuovi soci potranno sottoscrivere esclusivamente attraverso la piattaforma Mamacrowd.

“Mamacrowd è orgogliosa di ospitare in piattaforma startup come Forno Brisa che, oltre a un business plan credibile e solido, si caratterizza per straordinarie ricadute positive sul territorio, incentiva l’occupazione dei giovani e crea un indotto basato sulla tradizione e l’eccellenza del made in Italy”, dichiara Dario Giudici, CEO Mamacrowd. “In questo ambito Mamacrowd si pone come catalizzatore nello sviluppo di startup innovative e PMI che, come è assodato, rappresentano la colonna portante del tessuto economico e sociale del Sistema-Paese”

L’azienda, valutata 3.200.000€, propone fasce di investimento che partono da 240€ e due tipi di quote, A e B, la prima riservata a coloro che investono almeno 20.000€ e che avranno, oltre ai diritti amministrativi e patrimoniali previsti per tutti, il diritto di voto in assemblea e liquidazione preferenziale.

Per i soci sono previsti inoltre vantaggi che spaziano dalla scontistica sugli acquisti all’accesso riservato a esperienze e prodotti limited edition: il primo sarà un panettone speciale. Alla conclusione della campagna, tutti coloro che ne hanno preso parte potranno ritirare nei forni la pagnotta di due chili Save the zolla ottenuta con i cereali di 9mq di terreno coltivati dal Forno ed entrare a far parte del Soccial Club, uno spazio virtuale in cui sarà possibile partecipare a sondaggi relativi all’ideazione di nuovi prodotti e ricevere in anteprima gli stati di avanzamento del progetto Brisa.

 

I PROGETTI 

UN NUOVO LABORATORIO E LA SCUOLA DEL PANE

Losviluppo sostenibile, nella visione del Forno Brisa, si traduce innanzitutto nel migliorare il benessere sul luogo di lavoro. Per questo, il primo obiettivo della campagna di equity crowdfunding è l’apertura di un nuovo laboratorio che consenta a tutto il team di lavorare in condizioni di maggiore benessere aggiungendo un ulteriore tassello nel percorso di riqualificazione del mestiere del panettiere.  L’attuale laboratorio di via Galliera diventerà uno spazio di ricerca, sviluppo e formazione del personale giovane in entrata, un luogo in cui sarà possibile fare i corsi amatoriali e per professionisti, coinvolgendo grandi maestri contemporanei della panificazione.

IL COINVOLGIMENTO DEGLI AGRICOLTORI RISPETTOSI DELLA BIODIVERSITÁ 

Uno dei valori fondanti del progetto Forno Brisa è l’impegno per la salvaguardia ambientale, che si concretizza nel campo di proprietà a Nocciano, in Abruzzo, seminato a rotazione con legumi e cereali, pratica che consente di dare respiro ai terreni e mantenere la fertilità in maniera naturale.
“Quello che mangiamo influenza il nostro benessere e l’ambiente, basti pensare che una pagnotta di pane corrisponde a grano proveniente da 9 m² di terreno coltivato. – racconta Pasquale Polito – L’anno scorso abbiamo usato il grano proveniente da 69 ettari di terreno coltivato in biodinamica e con questa campagna desideriamo che aumentino. In questo modo sarà possibile coinvolgere nel nostro progetto sempre più produttori che lavorano rispettando il territorio e portare sulle tavole sempre più pane buono e sostenibile.”

I PROGETTI A BOLOGNA

Il progetto di lungo periodo prevede evoluzioni nella città di Bologna e la sua area metropolitana, che consentirebbero di riconvertire luoghi abbandonati in spazi sociali e offrire al territorio sempre più opportunità di lavoro.I fondatori vorrebbero costruire tra quattro anni Casa Brisa, un luogo di produzione e coworking completamente dedicato alla nuova generazione di panificatori e al mondo della molitura e cerealicoltura.  “Immaginiamo una casa della conoscenza che sia un luogo di scambio, un luogo meticcio nel quale convivranno start up, nutrizionisti, uno studio di comunicazione, la scuola di formazione, un laboratorio e uno spaccio” racconta Davide Sarti.

Per completare la filiera, il piano prevede anche l’apertura di un mulino e una microroastery così come un orto urbano biodinamico per soddisfare il fabbisogno annuale di frutta e verdura degli store e dei clienti. Inoltre, per sostenere il progetto dopo la realizzazione del nuovo laboratorio sono previste nuove aperture, una in Bolognina nel 2020, una nell’area metropolitana di Bologna e una a Firenze tra il 2021 e il 2022.

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Informazioni sull'Autore

Nato a Napoli (dove tuttora vive) nel 1973, è giornalista pubblicista e responsabile per l'area contenuti de "La Comunicazione". Laureato in Scienze della Comunicazione con tesi in marketing, alterna l'attività giornalistica con quella di consulenza. Ha collaborato anche con "Il Nuovo Salernitano", "ROMA - Cronaca Salerno" e "Metropolis".

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