Giuseppe Vesi: mi candido a tutela dei pizzaioli

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Un premio per “la migliore frittura d’Italia” assegnato a una pizzeria che, secondo il menu disponibile al pubblico, non propone fritture.
È quanto accaduto di recente durante la cerimonia di premiazione della guida Top 50 Pizza, una delle classifiche più seguite nel panorama gastronomico internazionale.
Un episodio che ha suscitato perplessità tra operatori e addetti ai lavori, acuito dal successivo cambio di denominazione del riconoscimento: il giorno dopo, infatti, il premio è stato ridefinito come “Valorizzazione dell’olio 2025”. Una correzione che in molti hanno interpretato come una classica “pezza a colori”, generando ulteriore dibattito e alimentando dubbi sulla trasparenza dei criteri adottati.
Tra le voci critiche è intervenuto Giuseppe Vesi, pizzaiolo e imprenditore, da sempre sostenitore della meritocrazia nel settore:
“Questo episodio mette in luce una fragilità di sistema. Se si assegnano premi pubblici, è necessario che i criteri siano chiari, oggettivi e verificabili. Senza trasparenza si rischia di minare la fiducia non solo dei professionisti, ma anche dei clienti”.
Proprio a partire da questo caso, Vesi ha annunciato ufficialmente la sua candidatura come rappresentante dei pizzaioli artigiani italiani, con l’obiettivo di difendere la categoria da dinamiche poco limpide:
“Mi candido come portavoce dei tanti pizzaioli che ogni giorno lavorano con dedizione, senza agganci o scorciatoie. Serve un confronto serio, un codice etico condiviso e, se necessario, anche azioni legali collettive. È tempo di dire basta a classifiche opache e riconoscimenti che sembrano rispondere a logiche di marketing più che di qualità”.
E aggiunge: “Non siamo contro nessuno. Ma vogliamo che nessun pizzaiolo venga escluso o penalizzato solo perché fuori da certi circuiti. La qualità non può essere determinata da sponsor o dinamiche editoriali”.