La Riggiola, pietanze con ingredienti semplici

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Al tempo dei Borboni si preparavano pietanze utilizzando ingredienti semplici e con gli stessi ingredienti coesisteva una cucina popolare ed una raffinata. Una cucina nobile che andava ad imbastardirsi ed incrociarsi con quella di matrice più bassa.

E dalle pagine e i profumi del passato che si approda alla Riggiola, la Taverna situata  nel tranquillo Vico Satriano a Napoli, nel cuore del quartiere Chiaia, conosciuto per la sua atmosfera signorile e pregna di storia.

Entrando si è subito colpiti dalle piastrelle in ceramica (a’ riggiol in napoletano), che ornano le pareti,  la cui vivacità dei colori crea un contrasto interessante con l’eleganza del legno. Pochi giorni fa, in occasione della serata dedicata alla stampa, lo chef Marco Montella che vanta esperienza maturata al Nord Italia ed in Sardegna, ha presentato piatti che deliziavano i palati di un tempo, a cui oggi si unisce una ricercatezza ed una rivisitazione moderne.

Gran parte del lavoro indubbiamente sta nell’attenta selezione e cura delle materie prime condotta personalmente da Pietro Micillo, proprietario della Riggiola, in perfetta sintonia con lo chef e di Manel Mendez, sous chef. Si punta ai prodotti di altissima qualità, rigorosamente di stagione e del territorio, con  l’abbinamento di  vini regionali.

In sala la deliziosa e gentilissima Wendy Nieva e Fabio Di Costanzo, responsabile della cantina e maître di sala.  Una particolare attenzione al ‘vino della casa’ prodotto da Massimo Del Pezzo, dell’Azienda Agricola di famiglia a Melizzano, nel Beneventano. Si è partiti con delle entrèe : le tacos fatte in casa al grano arso con peperoncini verdi e caciocavallo,  seguite dalla falda di peperone imbottito con olive e capperi, una gustosa e leggera parmigiana di melanzane direttamente dall’orto di famiglia.

Protagonisti indiscussi gli “spaghetti” verdi alla puttanesca, ovvero dei fagiolini lunghi e sottili conditi con olive itrane, capperi e pane aromatizzato  al prezzemolo e basilico, e per gli amanti delle zuppe, una mini variazione di legumi. Un menù completo include sempre un tocco dolce, infatti al tavolo arriva un semifreddo al cioccolato fondente e Cointreau, dessert che gioca con le diverse consistenze. “Una cucina del passato che guarda al futuro– afferma lo chef-  L’idea è quella di preparare dei piatti che possano stupire il pubblico e poco alla volta cercheremo di inserire delle novità come  ad esempio il sapore della faraona, ma bisogna spingersi con criterio…staremo a vedere…Per ora è la terra che comanda. Stiamo pensando ad una serata cous cous ”.

La cucina è a vista, creando così un ‘ambience’ più coinvolgente, un’esperienza autentica da vivere e condividere tra racconto e pratica.

Sabrina Ciani