Ha il profumo della terra vulcanica, il sapore intenso del sole dei Campi Flegrei e da ieri anche una nuova, ambiziosa prospettiva: diventare un prodotto DOP. Il Pomodoro Cannellino Flegreo ha ufficialmente iniziato il suo percorso verso la Denominazione di Origine Protetta, e lo ha fatto con un evento che è stato molto più di una semplice celebrazione del raccolto.
Al Parco Archeologico di Cuma, tra le pietre antiche dell’Antro della Sibilla e i campi coltivati nella Città Bassa – eccezionalmente aperta al pubblico – agricoltori, giornalisti e appassionati si sono ritrovati per vivere un tour multisensoriale, dove archeologia, agricoltura e gastronomia si sono intrecciate con naturalezza sorprendente. A dare il via al processo di riconoscimento è stata la firma dell’atto costitutivo del Comitato Promotore DOP, con sette produttori locali decisi a difendere e valorizzare questo pomodoro piccolo, profumato, dalla polpa compatta e dal gusto equilibrato, che racconta tutto il carattere del suolo flegreo.
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«Non è un pomodoro tramandato di generazione in generazione, ma era locale e stava scomparendo – ha spiegato Giovanni Tammaro, presidente di Confagricoltura Napoli – lo abbiamo recuperato insieme, ed è diventato il nostro oro rosso».
L’iniziativa, organizzata da Confagricoltura Napoli in collaborazione con Cumadoro del gruppo Tammaro, ha trasformato la visita archeologica in un viaggio gastronomico, culminato in una degustazione corale con oltre 20 chef, che hanno reinterpretato il cannellino in infinite varianti: confit, in composta per cheesecake, in vellutata, passata per scialatielli allo scarpariello con burrata e limone, fino a pizze con pomodori in diverse consistenze e persino un liquore con spuma di pomodoro. Tutto realizzato gratuitamente dai ristoratori, in un gesto collettivo di amore per il territorio.
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«È un’area ancora esclusa dai percorsi abituali, ma fortemente evocativa – ha aggiunto Tammaro – lì si coltiva il nostro prodotto più identitario, in mezzo a reperti che raccontano le origini della nostra civiltà».
L’evento è stato inserito nella rassegna enogastronomica itinerante “Gustosissimo Tour Fest” e ha goduto del patrocinio del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, dell’Ente Parco Regionale e del Comune di Pozzuoli. Non solo un raccolto, dunque, ma un manifesto per il futuro: quello di una comunità che crede nella sua terra e che con un piccolo pomodoro sogna di far conoscere al mondo intero la grandezza nascosta dei Campi Flegrei.




