Premio Francesco Arrigoni all’agricoltrice bresciana Emiliana Bertoli di Pontoglio.

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Un premio speciale in memoria del grande  giornalista critico gastronomico Francesco Arrigoni, è stato assegnato dalla Fondazione che porta il suo nome, all’agricoltrice bresciana Emiliana Bertoli di Pontoglio. La motivazione “aver contribuito alla riscoperta della “ret”, antico salume franciacortino pressoché scomparso con l’estinzione dell’agricoltura contadina tradizionale di cui è figlio”.

La ret è un insaccato di grandi dimensioni, fatto di sola carne di coscia suina, macinato a punta di coltello, impastato con salvia, scorza di limone, aglio, noce moscata e vino di
Franciacorta, insaccato in budello bovino, legato a mano e sottoposto a lunga stagionatura.

Si tratta di un riconoscimento che dà valore alle “competenze diffuse” legate al piccolo
allevamento e alla lavorazione del maiale che Arrigoni apprezzava e che ha spesso raccontato nei suoi articoli per le maggiori testate italiane, ma è anche un modo per ricordare un amico prezioso del Comitato, Vittorio Fusari, eclettico cuoco filosofo di
Iseo, mancato prematuramente nel 2020, mentore di Emiliana e artefice del progetto
“ret”.

“Se la Franciacorta è tra le Denominazioni italiane più note e apprezzate lo si deve certamente al lavoro dei suoi Produttori ma anche all’attenzione e al sostegno che le hanno riservato due figure chiave della critica enologica, Luigi Veronelli e il suo allievo Francesco Arrigoni. Per questo il Consorzio che presiedo ha intitolato a ciascuno di essi una sala nella sua sede di Erbusco. Quale occasione migliore del Premio per inaugurare quella dedicata a Francesco e per presentare il libro di Elio Ghisalberti che riprende una sua storica pubblicazione?” ha affermato Silvano Brescianini, presidente del Consorzio Franciacorta.

Dopo la cerimonia di premiazione si è svolta la consueta cena di raccolta fondi affidata allo chef Philippe Léveillé, del ristorante due Stelle Michelin Miramonti L’Altro di Concesio, grande firma della cucina italiana, che ha proposto alcuni “capolavori del gusto” presso l’Accademia Symposium, luogo in cui si formano nuove generazioni del settore agroalimentare e turistico.