Intervista ad Alessandro Scorsone, responsabile eventi presso la Presidenza del Consiglio.

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Stefano: Chi è Alessandro Scorsone? Come ha avuto inizio il tuo rapporto con il vino?

Alessandro: È iniziato molti anni fa, grazie a un mio amico, Marco Trimani, a cui sarò sempre debitore perché ha reso possibile il mio avvicinamento al mondo del vino. Da lì in poi ho avuto l’opportunità di conoscere tantissime persone e, soprattutto, grandi professionisti come Fabio Turchetti, Fabrizio Russo, Daniele Cernilli, Stefano Bonilli, Franco Maria Ricci, che avevano una grande conoscenza da diffondere, soprattutto in materia di Cultura del Vino. È grazie a questi fortunati incontri che ho imparato anzitutto ad essere un amante del vino.

Stefano: Da passione a lavoro vero e proprio. Di cosa ti occupi esattamente?

Alessandro: Il mio ruolo, in qualità di assistente personale del Presidente Del Consiglio e Direttore della Presidenza, consiste nella direzione degli eventi di Stato legati al Presidente.

Stefano: Dunque nessuno meglio di te saprà raccontarci il rapporto di simbiosi che lega l’Italia alle eccellenze enogastronomiche. Quanto sono distintive queste eccellenze in un Paese come il nostro?

Alessandro: Ciò che mi emoziona ancora di più del mio lavoro è vedere la curiosità che gli ospiti da tutto il mondo mostrano nei confronti dei nostri prodotti. Che si tratti di un grande vino o di un grande piatto, il desiderio di conoscenza delle nostre eccellenze agroalimentari è sempre presente, ed è ogni volta un piacere vedere le persone emozionarsi assaggiando i nostri straordinari prodotti.

Stefano: Tra le altre cose, sei anche curatore della guida Vini Buoni d’Italia. Puoi raccontarci lo stato di salute del vino italiano?

Alessandro: Molto soddisfacente, l’offerta si sta popolando di cantine che lavorano bene, privilegiando anzitutto la qualità e dando vita a prodotti di livello assoluto. L’Italia del vino può confrontarsi con tutti i Paesi del mondo senza paura, perché è in grado di raccontare storie di vino, cibo, olio, passione, convivialità e qualità attraverso la straordinaria varietà e bontà della sua enogastronomia. Saper raccontare queste storie sarà senz’altro una chiave per poterci misurare con altre grandi realtà del mondo in materia di cibo e vino.

Stefano: Ora una domanda doppia: ci diresti un territorio vitivinicolo italiano che si sta confermando come leader nella produzione di qualità? E uno meno conosciuto dalle grandi potenzialità?

Alessandro: Rispondo subito alla seconda e dico Marche e Molise. Le Marche anzitutto perché ne sono personalmente innamorato, e in seconda battuta perché i suoi produttori stanno facendo un lavoro straordinario nella produzione, ma anche nella comunicazione. Dico Molise e mi ricollego all’importanza del saper raccontare storie che menzionavo prima, perché parliamo di una regione dalle enormi potenzialità in termini di produzione vitivinicola e gastronomica in generale, ma la cui comunicazione non è sufficientemente supportata. Bisogna partire dal presupposto che, oggigiorno, ciò che non si comunica finisce per non esistere affatto, e il Molise ha sofferto per troppo tempo della mancanza di una narrazione adeguata. Ma sembra che la tendenza stia lentamente iniziando ad invertirsi. Tra le grandi regioni dico senza dubbio il Piemonte, la Toscana, il Veneto, la Lombardia, ma anche la Campania, anche se tutte le regioni italiane stanno intraprendendo un percorso di sviluppo e di crescita importantissimo, che sta già dando dei risultati più che apprezzabili.

Stefano: Non credo sia un caso che tu abbia citato per primo il Piemonte tra le grandi regioni del vino italiane. A questo proposito, sei stato proprio tu a presentarmi Chiara Soldati, CEO di La Scolca, diversi anni fa. Cosa puoi dirci su questa azienda, che sta attraversando un ottimo periodo dal punto di vista economico e di marketing?

Alessandro: Stimo tantissimo la famiglia Soldati, anzitutto per la loro umiltà. Non si sono mai sottratti al pubblico, servendolo personalmente in ogni angolo del mondo in cui si sono fatti conoscere. In tal modo hanno sempre dimostrato un genuino amore e un grande rispetto tanto per il vino, quanto per le persone, che ricambiano mostrando stima e affetto nei loro confronti. La famiglia Soldati ha saputo raccontare il suo piccolo paese e i suoi piccoli vitigni, mettendone in mostra l’unicità e la vocazione alla produzione di qualità. Quello di La Scolca è un esempio che testimonia ancora una volta l’importanza della passione nella realizzazione di un prodotto d’eccellenza, ma anche la centralità di una comunicazione puntuale e altrettanto qualitativa.