Presentato a Vinitaly Isca, il Fiano di Avellino Docg vegano e solidale.

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“Siamo fieri di avere preso parte alla squadra delle aziende convocate dalla Camera di Commercio di Avellino a rappresentare le eccellenze enologiche dell’Irpinia alla cinquantunesima edizione di Vinitaly: con l’attività della fattoria sociale Gea Irpina – Isca delle Donne di Pratola Serra, Avellino, siamo in grado di testimoniare non solo la vocazione agricola del nostro territorio, ma pure la capacità di tentare un welfare comunitario, che punti all’auto sostentamento”.

Lo dice Adele Galdo, psicoterapeuta responsabile del Dipartimento Formazione della fattoria sociale Gea Irpina – Isca delle Donne commentando la presentazione, oggi a Vinitaly 2017, di “Isca”, il primo vino Fiano di Avellino Docg vegano e solidale. Il Fiano D.O.C.G. vegano “Isca” rappresenta la seconda annata di produzione vitivinicola della fattoria sociale, ed ha conseguito la certificazione etica Vegan Ok: “come lo scorso anno, i due ettari e mezzo di uve Fiano 100% allevate a Guyot della fattoria sociale ci hanno permesso di ottenere, grazie al lavoro congiunto delle psicologhe con l’agronomo Maurizio Petrillo, i volontari e le persone nel disagio, un Fiano Docg che, sin da giovane, ha rivelato il suo prestigio. – spiega l’enologo Domenico Polzone, che ha curato “Isca”, vinificato da Vigne Irpine – Quest’anno ci siamo attenuti al disciplinare Vegan Ok, rinunciando a prodotti di origine animale per la chiarificazione e stabilizzazione del vino, come albumina e caseine, utilizzando colle vegetali per l’etichettatura e speciali tappi composti da un polimero derivante dalla canna da zucchero, biodegradabili”.

La fattoria sociale Gea Irpina – Isca delle Donne si estende per cinque ettari, e, dopo due mesi di formazione d’aula, indirizza i propri borsisti, che provengono da istituti di detenzione, dall’esperienza dell’handicap, dalla salute mentale, dai servizi di accoglienza per richiedenti asilo SPRAR, dall’esclusione sociale e dalla disoccupazione di lunga data, al lavoro nella vigna, ma pure nell’orto, nel fragoleto, nella serra dei frutti rossi.

“L’esperienza di Vinitaly ci ha dato riscontro che la scelta alimentare vegana rappresenta una nicchia di mercato importante, soprattutto al sud. – commenta la dottoressa Assunta Visconti, psicologa, psicoterapeuta in formazione, responsabile presso la fattoria delle attività didattiche, dei progetti formativi individualizzati e dell’accoglienza – Noi abbiamo scelto di fare “Isca” vegano per concretizzare il nostro impegno contro la violenza, lo specismo e il disastroso impatto ecologico che ha lo sfruttamento intensivo degli animali”. (ANSA)