“Il bistrot” situato al centro d’Italia (Rieti), desta decisamente fascino ed interesse, sia per il turista occasionale che per il cliente abituale. Un posto decisamente tradizionale con note provenzali, curato nei dettagli, menù ricercato che si distingue tra terra e mare in grado di soddisfare i palati sopraffini.

Il Bistrot è presente nella nota guida Michelen, fu fondato da Nazareno Bianchetti attuale proprietario e la sua compagna di allora Rita Galassetti, nel 1988 esattamente 32 anni fa.

Oggi abbiamo il piacere di incontrare lo Chef Giovanni Ferrauto.

Qual è l’obiettivo dello Chef Giovanni Ferrauto, quando presenta un piatto al cliente?

Riuscire a presentare un piatto che sia in grado di raccontarsi da solo, corrispondere alla filosofia di cucina adottata, ed allo stesso tempo deve anche rappresentare il carattere dello chef, la sua anima, e appassionare l’ospite come deve riuscire lo chef con i suoi racconti, entrambe le cose delineano lo stile e sottolineano l’amore per la cucina alla quale siamo legati.

 

Il menù del Bistrot, come si distingue?

Attualmente si distingue tra menù di terra e mare, la nostra primaria cura è nella scelta della materia prima, fondamentale per la riuscita di un buon piatto, per poi dedicare la giusta attenzione, ad accostamenti ed elaborazioni che ne caratterizzano la riuscita dello stesso. Siamo pronti a soddisfare le esigenze di ogni cliente, come vegani, vegetariani o chi ha intolleranze alimentari.

Quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere uno chef?

Sicuramente deve avere tanta pazienza e una grande passione che parte da dentro.

Da quanto tempo è lo chef del Bistrot?

Da due anni, e devo dire che per me è un grande onore ed una grande responsabilità, considerando che per 30 anni il Bistrot è stato il top della cucina reatina, grazie a Rita Galassetti, una persona straordinaria dotata di grande intuito e abilità, direi inimitabile.

Cosa ha ereditato da Lei?

Lei mi ha supportato molto, ci siamo confrontati molto ed il suo supporto è stato fondamentale per il mio nuovo percorso qui. Personalmente ho cercato di portare il mio punto di vista al menù, un modo per rinnovarsi.

Un piatto che la distingue? 

Direi che la lavorazione del pesce la prediligo, ma anche la carne non è da meno.

Un piatto caratteristico del Bistrot?

La fregnaccia Bistrot, creata da Rita G. originariamente, la ricetta è la seguente, comprende dei funghi porcini con un mix di funghi champignon, poi un soffritto di erbe aromatiche, lonza e pancetta croccante, fave per poi aggiungere dei pomodorini mantecati alla fine.

Il segreto per la buona riuscita di un piatto?

E’ il bilanciamento degli ingredienti che va accuratamente studiato, questo è fondamentale per la riuscita di un buon piatto.

Come guarda il suo futuro in ascesa da Chef?

Mi auguro di salire di livello, sicuramente da parte mia c’è la giusta passione e motivazione nel voler continuare a studiare.

 

Writer G. C.

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